Intervista con Pole Junkie Europa

Questo post è la mia prima intervista in Italiano con Pole Junkie Europa, uno dei più grandi siti di pole outfit al mondo. Sono diventata una brand ambassador per PJ ad Aprile 2022 e, visto che sto passando l’estate in Italia, per l’occasione ho pensato di intervistare le fondatrici di PJ Heather Laughland e Kirsten Fairlie anche nella mia madre lingua.

Pole Junkie – nato inizialmente nel Regno Unito ma ora attivo anche in Europa – è uno dei brand più conosciuti nel mondo della pole dance globale. Con più di 100000 follower su Instagram e una reputazione consolidata, PJ è tutto quello di cui noi poler abbiamo bisogno: una fonte infinita di pole outfit, scarpe e accessori attivo dal 2014.

Avevo già collaborato con Pole Junkie per un blog post nel 2021, a ridosso del loro lancio di PJ Europa, e da quel momento siamo sempre rimaste in contatto. Mi sono sentita super onorata di potermi unire a un team di ambassador che conta tra le sue fila Jazzy K, Momo Power, Kheanna Walker e altrə star! Eccovi quindi una panoramica della storia di PJ Europa, dei loro valori e del perché collaboriamo.

Pole Junkie prima di PJ Europa

Le fondatrici di PJ Heather e Kirsten si sono conosciute ad un evento universitario “veramente noioso” per persone che volevano entrare a lavorare nel settore finanziario. Hanno capito subito che entrambe frequentavano il club di pole dancing dell’università, e la loro conversazione si è subito spostata dalla finanza alle figure di pole che stavano provando. “Abbiamo legato grazie alla pole e al vino in omaggio, e sul treno verso casa abbiamo deciso di fare la nostra prima esibizione insieme, che sicuramente sarà sepolta nei meandri di YouTube!” dice Heather.

Le fondatrici di PJ Kirsten e Heather

Correva l’anno 2012, e l’industria della pole nel Regno Unito era molto più piccola, anche se in fase di crescita. Heather mi racconta: “Le palestre di pole si stavano moltiplicando, e le gare erano una figata.” Le fondatrici di Pole Junkie ricordano di aver partecipato come spettatrici a Miss Pole Dance UK in 2012, l’anno in cui vinse Sarah Scott. “Quel giorno siamo rimaste ipnotizzate, essere così vicine ai nostri idoli è stato veramente speciale e ci ha dato tanta ispirazione come polers.” Ma non era tutto rose e fiori…

“Il nostro problema principale (un dramma!) era non riuscire a trovare quei carinissimi pole outfit che avevamo adocchiato su Instagram, perché quelli si trovavano solo in Australia o negli Stati Uniti,” spiegano Heather e Kirsten. “Bisognava fare qualcosa”.

La co-fondatrice di Pole Junkie Europa @kirstenfairlie fotografata da @theimagecella

Quel qualcosa era fondare Pole Junkie. L’idea risale a quando Kirsten e Heather parlarono di pole outfit comprati dagli USA che erano costati loro un occhio tra spedizione e tasse della dogana. “Abbiamo detto, qualcuno dovrebbe avere un sito che vende tutte queste cose dall’Europa, e poi abbiamo deciso, ‘Perché quel qualcuno non possiamo essere noi?’”

Behind the scenes nel magazzino di PJ

Quel giorno, Kirsten e Heather si sono messe in contatto con produttrici di vari pole outfit. “Mi ricordo di aver mandato loro una mail dicendo che saremmo state le più grandi venditrici dei loro vestiti in UK,” dice Heather. “Quindi ci ho creduto dall’inizio – a volte devi credere in te perché gli altri ci credano!”

Nonostante i rischi, Heather e Kirsten non erano troppo preoccupate che PJ non funzionasse. “Anche se PJ non avesse decollato, eravamo sicure di vendere tutto su eBay. Eravamo forse un po’ ingenue e molto entusiaste, ma siamo sopravvissute!”

Pole Junkie dopo

Anni dopo il lancio, ora Pole Junkie ha un team di 13 impiegate, e una doppia sede: Glasgow per PJ UK e Amsterdam per PJ Europa.

Team PJ e Tiff Finney

Il team di PJ ha due manager del magazzino, Katy a Glasgow e Delphine ad Amsterdam, col compito di organizzare la merce e far si che le spedizioni siano veloci ed efficienti. Katy e Delphine monitorano una serie di assistenti di magazzino, che scelgono e impacchettano i vostri ordini, si occupano delle restituzioni e controllano la qualità della merce. Jen è a capo del servizio clienti – se avete contattato PJ negli ultimi sei mesi è probabile che vi abbia risposto lei. Jen lavora in smart working dalle Alpi, in Francia.

Pole Junkie si riconosce sui social per i post super creativi e condivisibili, e per quelli dovete ringraziare Kheanna – proprio lei, Kheanna Walker, una delle modelle che trovate sull’Instagram di PJ. Kheanna è a capo del team creativo di Pole Junkie, ed è lei a controllare i profili Instagram e TikTok del brand, occupandosi anche de* brand ambassadors, (inclusa me). Kheanna lavora nell’ufficio di Glasgow, da dove gira video e scatta foto dei loro nuovi arrivi. La professionalità e creatività di Kheanna sono state importantissime per la crescita di PJ – potete leggere una mia intervista (in inglese) con lei qui.

Perché sono diventata una brand ambassador per Pole Junkie UK / Europa

Recentemente, Pole Junkie Europa ha iniziato ad espandere il suo team di brand ambassador, un gruppo di poler che creano e condividono i contenuti social che troverete sul profilo di PJ. “Abbiamo scelto poler fantasticÉ™ per rappresentare Pole Junkie. Per noi, è importante che il nostro team di ambassador sia vario [in fatto di background, aspetto e capacità, ndr] e che ispiri la nostra comunità in modi diversi, creando contenuti unici,” dice Heather.

Ora che sapete perché PJ ha un team di ambassador, vi chiederete perché io, personalmente, ho deciso di partecipare – e la risposta non sta solo nel fatto che Pole Junkie è forse il più grande brand di polewear in Europa e da questa parte dell’Atlantico.

Da tempo ormai ammiro il loro lavoro e la loro creatività da lontano, guardando PJ crescere in modo esponenziale senza fare compromessi sui valori o sull’etica. Mi hanno colpita i loro post su problemi importanti interni al mondo della pole dance, le loro raccolte fondi per aiutare le persone che vivono la povertà mestruale, la loro sensibilizzazione a riguardo della censura dei contenuti e profili dellÉ™ sex workers e della mancanza di diversity nella pole dance. Per tutte queste ragioni, ho sempre voluto lavorare con Pole Junkie, e ho accettato questa proposta di collaborazione immediatamente… ma perché Kirsten e Heather volevano collaborare con me?

“Seguiamo il tuo blog da anni e lo adoriamo,” mi dicono Kirsten e Heather. “Si tratta del mix perfetto di divertimento, articoli facili da leggere e argomenti più seri. E poi hai uno stile fighissimo, sia sul palo che nella tua scelta di pole outfit. Welcome to the team!”

*arrossice*

Dite “ciao” a Pole Junkie Europa

Pole Junkie ha lanciato il loro sito Europeo nel 2021. “Pole Junkie Europa è sempre stato un nostro sogno dall’inizio, ma la Brexit ci ha forzate ad accelerare i tempi,” dicono le fondatrici. “Volevamo aprirlo prima della Brexit, ma l’accordo commerciale del Regno Unito con la UE è stato annunciato all’ultimo momento e non sapendo come e se ci avrebbe toccate, abbiamo preferito andare sul sicuro.” Insomma, l’incompetenza di Boris Johnson si sente anche nel mondo della pole.

Nonostante i drammi politici e pandemici, Kirsten e Heather sono orgogliose della riuscita del secondo magazzino. “In soli quattro mesi abbiamo aperto e registrato un’azienda in un altro paese, e abbiamo fatto in modo di avere un magazzino pieno di merce e nuovo team pronto a fare in modo di servire anche É™ nostrÉ™ clienti europeÉ™,” dicono.

Se vivete in Europa quindi non avete scuse per non sapere da dove prendere i vostri outfit per pole: “Siamo qui! Potete comprare tutto da noi senza spese alla dogana, e riuscirete a ordinare in modo anche più veloce ed economico di prima,” dicono le fondatrici PJ. Il magazzino di Amsterdam ormai ha la stessa merce di quello europeo!

P.S. Se comprate da PJ Europa e mi volete sostenere, potete usare il mio link: https://eu.polejunkie.com/bloggeronpole.

I valori di Pole Junkie

PJ vuole fare in modo che “ə nostrə clienti si sentano bellə dentro nello stesso modo in cui sono bellə fuori, tramite la sicurezza in sə stessə portata dalla pole dance.” I valori di Pole Junkie sono:

  • Rispetto: Rispettare le origini e É™ fondatorÉ™ dell’industria di pole – più info qui per rinfrescarvi la memoria.
  • Diversity: â€œVogliamo creare un brand a immagine e somiglianza della nostra comunità in modo che tuttÉ™ si sentano rappresentatÉ™. Per questo, ci teniamo a parlare con i brand con cui lavoriamo e con quelli con cui lavoreremo per incoraggiare taglie inclusive e l’uso di modellÉ™ con aspetti e background diversi,” dice Heather.
  • Inclusività: PJ vuole che tuttÉ™ i membrÉ™ del loro team abbiano voce in capitolo, che si sentano ascoltatÉ™ e che possano lavorare in un ambiente sicuro per le loro idee e identità.
  • Sostenibilità: â€œVogliamo ridurre il nostro impatto sull’ambiente. Facciamo donazioni mensili ad Ecologi (una charity che pianta alberi), usiamo corrieri carbon neutral quand’è possibile e non usiamo plastica quando impacchettiamo la merce” dicono le fondatrici, aggiungendo che chiedono ai brand con cui lavorano di eliminare o ridurre la plastica per eliminare lo spreco alla sorgente.
  • Fiducia: PJ dice che l’esperienza de* clienti è la loro priorità. “Se qualcosa non va – la logistica o la qualità di un prodotto – facciamo sempre in modo di reagire velocemente.”

Dare il buon esempio da brand in tempi difficili

Non sarò certo la prima ad aver notato che vivere post-2020 non è una passeggiata. Un brand non è più solo un brand – ci si aspetta che chiunque abbia un account sui social faccia attivismo o divulgazione… il che può essere difficile quando vendi qualcosa.

Pole Junkie ha fino ad ora dato il buon esempio in fatto di tenere in equilibrio la vendita con la divulgazione, parlando di una serie di problemi che toccano la comunità della pole. Ma come hanno fatto? Le fondatrici non negano che reagire ai problemi di giustizia sociale può essere difficile.

“Ci siamo spesso sentite sotto pressione, come se dovessimo reagire a situazioni che cambiavano velocemente – questo, da piccole proprietarie di un’azienda, è stato un po’ difficile da navigare. Per un po’ abbiamo pensato, ‘Siamo solo due ragazze che vendono pole outfit da una camera da letto. A chi interessa quello che abbiamo da dire?’ Ma abbiamo una piattaforma con un seguito che può essere usato per facilitare il cambiamento, e amplificare le voci degli altri. Questo è una figata!”

Pole Junkie

L’approccio di PJ è stato quindi di continuare a imparare:

“In ciascuna di queste situazioni, abbiamo sempre cercato di imparare leggendo e seguendo consigli di fonti informate, adattandoci ai tempi. A volte abbiamo dovuto ritenerci responsabili, ammettendo che quello che facevamo o dicevamo non era giusto o perfetto, ma siamo sicure quando diciamo che possiamo provare di essere cambiate imparando.”

Pole Junkie

Ora, Pole Junkie ha un approccio più specifico e duraturo alla divulgazione. Dicono: “Abbiamo imparato a chiedere aiuto a persone dell’industria di pole, quando era il caso, per capire come venivano toccatÉ™ da una situazione, per vedere come possiamo aiutarlÉ™ o facilitare cambiamenti.”

PJ e la censura dei social

Gli account social di Pole Junkie sono in costante crescita, ma da criminologa digitiale e ricercatrice sulla censura non potevo che domandarmi se anche PJ fosse vittima della censura di IG e TikTok.

I cambiamenti di governance dei social media hanno forzato PJ a soffermarsi sulla creazione di contenuti organici condivisibili, perché spesso i post del brand vengono censurati:

“Stiamo ancora imparando a convivere con le linee guida delle comunità dei social, che ci sembrano molto di parte. Abbiamo da poco girato una pubblicità fighissima con Kheanna, ma è stata bannata subito. Non è giusto che ci tocchi censurare quello che facciamo, e dover pianificare contenuti a prova di censura peggiora solo la situazione di chi non può autocensurarsi.”

Pole Junkie

“Viviamo nella paura costante che i nostri profili vengano censurati senza preavviso,” aggiungono le fondatrici, aggiungendo che questo è veramente frustrante sotto il punto di vista aziendale. “Siamo un’azienda professionale e finanziariamente stabile, ma in molte situazioni anche solo menzionare il fatto che siamo un business fondato sulla pole dance e su outfit a questa legati porta a un cambiamento di rispetto nei nostri confronti. Pensiamo che questo sia degradante e sessista, ma purtroppo è uno dei più grandi problemi che ci tocca affrontare.

Il futuro di PJ

Il Regno Unito, l’Europa, i social media: l’ascesa di Pole Junkie non sembra arrestarsi. Quale sarà il futuro del brand? Le fondatrici dicono di voler continuare a portare il miglior polewear da tutto il mondo all* loro clienti, il più velocemente possibile. Per il resto, hanno qualche asso nella manica che spero di potervi rivelare presto.

Leggi quest’articolo in Inglese qui.

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